Essere magri è il risultato di una serie di abitudini, comportamenti e pensieri che vanno ben oltre il taglio delle calorie.
Un fattore determinante, per esempio, è la ritmica dei pasti: se mangiamo la cosa giusta al momento giusto, seguendo la fisiologia dell'organismo, anche il metabolismo ne trarrà vantaggio e il cibo verrò utilizzato al meglio, trasformandosi in energia invece che in ciccia.
Ecco, dalla mattina alla sera, il timing giusto.
Dalle 8 alle 9 è il momento più adatto per fare un'abbondante colazione. L'organismo, infatti, ha già messo in circolo il cortisolo: l'ormone che "accende il motore" delle attività diurne e ci predispone a bruciare ingenti quantità di carburante per ricavarne tanta energia. Largo quindi al breakfast abbondante, ricco soprattutto di carboidrati (cereali integrali, pane integrale, muesli con uvetta) che costituiscono un carburante d'immediato utilizzo ma di lunga durata. Attenzione: dopo le 9 il flusso del cortisolo si abbassa! E' più facile, quindi, che una semplice brioche venga trasformata in ciccia.
Dalle 12 alle 14 il sistema digestivo si predispone per funzionare a pieno ritmo. Siamo quindi in grado di metabolizzare perfettamente il cibo: mangiare un primo ed un secondo in questa fascia oraria è meno rischioso (per la linea) che consumare un misero tramezzino alle 14,30.
Dalle 18 alle 20 gusto e olfatto diventano particolarmente acuti. Le potenzialità d'appagamento palatale aumentano e bastano piccole porzioni per raggiungere quella gratificazione sensoriale che seda la cosiddetta " fame emotiva". La cena, quindi, può essere leggera ed ipocalorica senza imporci grandi rinunce.
Assolutamente d'accordo, inoltre pare che sia preferibile fare più pasti durante la gioranta per favorire l'assimilazione e non appesantirsi
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